Il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan ha ripreso in mano il filo dell’escalation verbale contro il governo greco. Le motivazioni sono verosimilmente riconducibili a due filoni strategici: la ripresa dei lavori per l’interconnessione elettrica Grecia-Cipro e i molteplici accordi di fornitura di armi tra Atene e Israele.

Si tratta di due iniziative che Atene non può mettere in naftalina, dal momento che toccano due indirizzi di politica estera ed economica non più rinviabili.

Troppi anni sono trascorsi sono l’Acropoli a “giocare” con le potenzialità elleniche, salvo poi accorgersi che le promesse di stabilità di vari governi si sono tradotte in immobilismo. Negli ultimi anni anni invece sono stati messi sul giusto binario alcuni provvedimenti a carattere geopolitico, che avranno un beneficio pluriennale per la Grecia.

Il cavo sottomarino elettrico con Cipro e l’ombrello israeliano di difesa sono due priorità, che non potranno essere cancellate.

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