C’è una città, nei pressi del tacco d’Italia, che rappresenta l’essenza dell’ellenismo nel mezzogiorno d’Italia. Fondata nel 706 A.C., Taranto è figlia di Sparta: infatti è l’unica colonia spartana della Magna Grecia, che porta il nome di Taras, eroe figlio di Poseidone che giunse nel mar Piccolo e nel Mar Grande cavalcando un delfino.
Per decenni è stata sfregiata dall’Ilva, non perché l’acciaio non servisse all’Italia, ma perché lavorare equivaleva ad ammalarsi. Oggi il capoluogo jonico rinasce: non solo i Giochi del Mediterraneo hanno attirato atleti, marketing e luci internazionali, ma il sistema-città si è rimesso in moto.
Il Marta, il museo archeologico fra i più importanti d’Italia istituito nel 1887, è una scoperta a cielo aperto: investigazioni arcaiche, reperti affascinanti, storie che si mescolano a sfide, come quella di Falanto che a capo dei ribelli si diresse in Occidente (dopo un consulto all’Oracolo di Delfi) per fondare un nuovo centro.
Il maestoso Castello Aragonese gestito dalla Marina Militare, osserva dalla sua posizione privilegiata il ponte girevole quando le fregate militari escono in missione. Ma non è tutto perché la storica città vecchia sull’isola è baluardo che presidia territorio e società, mentre il Duomo di San Cataldo, la cattedrale più antica della Puglia, è meta da non perdere: costruita dai bizantini dopo il saccheggio da parte dei musulmani che distrussero l’intera città greco-romana, è oggi monumento nazionale italiano.
Nella città vecchia non mancano veri e propri ori: come gli edifici sacri, l’area dell’acropoli o il tempio sotto il Convento di San Domenico. E ancora, le colonne doriche del Tempio di Poseidone situate in Piazza Castello, un vero e proprio gioiello.
Tesori per troppo tempo nascosti e che negli ultimi anni hanno riconquistato il posto che meritano anche agli occhi di turisti grossolani e sordi alla storia, forse troppo distratti da mete ultra esotiche che proprio nulla hanno di più del Medierraneo.