Errori fatali, circostanze ancora da chiarire e tanta omertà dietro la morte del famoso cantante Giorgios Mazonakis, morto in un laboratorio di Kolonaki mentre si sottoponeva ad un trattamento di plasmaferesi.

Secondo l’accusa (che adesso è di omicidio premeditato) l’artista sarebbe morto a causa della mancata applicazione da parte di due medici dei protocolli appropriati “in modo tempestivo, ma al contrario hanno ignorato la loro responsabilità morale e legale di salvare il paziente, dando priorità a come proteggere se stessi, scomparendo ed eliminando documenti e prove che li avrebbero incriminati”. La pena che rischiano i responsabili secondo il codice penale va da 10 anni all’ergastolo. Intanto ieri in occasione dei funerali nella chiesa ateniese di Nikaia migliaia di persone hanno applaudito il feretro mentre cantavano i suoi successi e hanno deposto centinaia di rose bianche.

Mazonakis era particolarmente appprezzato da cittadini e cittadine non solo per le sue performances musicali ma perché, nel corso degli anni che lo hanno portato alla ribalta dei palcoscenici nazionali, non ha mai dimenticato le sue origini e i bisogni reali dei greci in difficoltà. Numerose sono state le testimonianze di chi, trovandosi in cattive acque, è stato da Mazonakis sostenuto senza clamore o pubblicità sui media.

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