Il 28 marzo a Villanova di Castenaso la Comunità Ellenica dell’Emilia-Romagna celebra la Festa Nazionale greca con studenti, storia, cibo e un mercatino di libri. Da non perdere.
Ogni anno, il 25 marzo, la Grecia si ferma. Le bandiere bianche e azzurre sventolano dalle finestre, le scuole sfilano per le strade, le chiese ortodosso risuonano di preghiere e canti. È la Festa Nazionale per antonomasia, quella che commemora l’inizio della rivoluzione contro il dominio ottomano nel 1821, e che per i greci ha un doppio valore: storico e spirituale. La data coincide, non per caso, con la festa dell’Annunciazione della Vergine Maria, legando indissolubilmente libertà e fede nell’immaginario collettivo ellenico.
Ma la Grecia non abita solo entro i propri confini. E lo dimostrano ogni anno, con dedizione silenziosa e passione autentica, le comunità elleniche sparse in tutta Italia.

Il 25 marzo 1821: quando la libertà incontrò il sacro
La rivolta greca contro l’Impero Ottomano, scoppiata ufficialmente il 25 marzo 1821 a Kalavrita nel Peloponneso, non fu solo un atto militare. Fu l’esplosione di una coscienza nazionale lunga secoli, alimentata da monaci, intellettuali e guerriglieri. La scelta della data non fu casuale: l’Annunciazione, il giorno in cui l’arcangelo Gabriele annunciò a Maria la nascita di Cristo, divenne il simbolo di una rinascita anche terrena. «La speranza della rigenerazione e la lotta per la sua realizzazione sono indissolubilmente legate alla nostra nazione», scrive oggi ancora il vescovo Dionisio, Metropolita d’Italia, nel messaggio inviato alla comunità bolognese per queste celebrazioni 2026.
Da allora il 25 marzo è, in Grecia, qualcosa di più di una ricorrenza civile: è un momento identitario che attraversa generazioni.

Le comunità elleniche in Italia: una rete viva e radicata
La presenza greca in Italia affonda le radici in secoli di storia, a partire dalla caduta di Costantinopoli nel 1453 e dalla fondazione delle prime colonie elleniche nell’Italia meridionale, risalenti addirittura all’VIII secolo a.C.
Nel Novecento, nuove ondate migratorie portarono studenti, esuli politici e lavoratori a stabilirsi nelle città italiane, dando vita a comunità strutturate e attive.
Oggi la rete è capillare: dalla Comunità Storica dei Greci Ortodossi in Venezia a quella di Milano e Lombardia, da Roma e Lazio a Napoli e Campania, fino a Brescia, Cremona, Parma, Reggio Emilia, le Marche, la Calabria, la Sicilia e la Sardegna, coordinate dalla Federazione delle Comunità e Confraternite Elleniche in Italia (FCCEI). Tra le più antiche e simbolicamente rilevanti c’è senz’altro quella veneziana, dove ha ancora sede l’Arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta, con la chiesa di San Giorgio dei Greci. Quella milanese, nata nel 1982 e arricchita nel 2002 dalla fondazione del Centro Ellenico di Cultura, è oggi un punto di riferimento per lo scambio culturale tra Italia e Grecia.
L’obiettivo comune di queste realtà è preservare e trasmettere la lingua, le tradizioni, la fede ortodossa e l’identità culturale greca alle nuove generazioni nate e cresciute in Italia, costruendo al tempo stesso ponti con la società italiana.

Bologna e l’Emilia-Romagna: un esempio di comunità vitale
Tra le comunità più attive del panorama nazionale spicca la Comunità Ellenica dell’Emilia-Romagna, con sede a Villanova di Castenaso, alle porte di Bologna, in via Tosarelli 191. Il suo sito, ellines.it, restituisce l’immagine di una realtà multiforme: corsi di lingua greca, lezioni di ballo tradizionale, corsi di cucina, una biblioteca e un calendario di eventi che scandisce l’anno seguendo le festività greche e ortodosse.
La comunità bolognese ha recentemente rinnovato il suo Consiglio direttivo, rinnovando la presidenza alla dott.ssa Ioanna Valkani. Un ricambio generazionale che promette continuità nell’impegno e nuova energia nella promozione culturale.
Sabato 28 marzo: la scuola in festa
Il cuore delle celebrazioni 2026 per la Festa Nazionale batte sabato 28 marzo, a partire dalle ore 10:30, presso la sede di Villanova di Castenaso. La mattinata è dedicata in particolare agli studenti della scuola di lingua greca della comunità, protagonisti di una parata e di una presentazione storica del periodo rivoluzionario del 1821, arricchita da poesie recitate in greco. Un momento formativo e commovente al tempo stesso, che trasmette ai più giovani il senso profondo della ricorrenza.
A seguire, un ricco buffet per piccoli e grandi, e l’immancabile mercatino di libri greci e stranieri: il ricavato sarà destinato all’acquisto di nuovi volumi per arricchire la biblioteca della comunità. Un’idea semplice e concreta che dice molto sullo spirito di questo gruppo: cultura come investimento collettivo, non come performance.
Domenica 29 marzo: a tavola per la Grecia
Il giorno successivo, domenica 29 marzo alle 13:00, la sede della comunità si trasforma in una sala da pranzo condivisa per il pranzo della Festa Nazionale, aperto a tutti con prenotazione obbligatoria entro il 25 marzo (tel. 3389545985 oppure info@ellines.it).
Il menù è un viaggio nella tradizione culinaria greca legata alla Quaresima ortodossa, rigorosamente a base di pesce: sardine, seppie con spinaci, baccalà plakì, baccalà fritto con la celebre skordalià, insalata riccia e insalata di patzaria (barbabietola), dolce, acqua e vino. Trentacinque euro a persona per gli adulti; i ragazzi fino a 13 anni sono ospiti della comunità con un menù bambini dedicato.

Verso la Pasqua ortodossa: il 12 aprile
Le celebrazioni non si esauriscono con il 25 marzo. Il calendario ellenico guarda già al prossimo appuntamento spirituale e comunitario: la Pasqua Ortodossa, che quest’anno cade il 12 aprile 2026. Per la comunità di Bologna, il rito pasquale è officiato dalla Parrocchia Ortodossa Greca di San Demetrio, che ha già convocato i fedeli per la Divina Liturgia e la Dossologia del 22 marzo, in anticipo rispetto alla data civile, come da tradizione del calendario liturgico.
La Pasqua ortodossa è l’evento più intenso dell’anno per i greci ovunque nel mondo: dalla processione del venerdì santo con l’Epitaffio alle strade illuminate nella notte di Sabato con le candele pasquali, fino al grande pranzo dell’Agnello del giorno di Pasqua. Anche in Emilia-Romagna, quella fiamma non si spegne.
Una piccola Grecia nel cuore dell’Emilia
Ci sono luoghi dove un’identità si conserva non per nostalgia, ma per convinzione. La Comunità Ellenica dell’Emilia-Romagna è uno di questi: un presidio culturale che tiene viva una lingua, una cucina, una fede, un modo di stare insieme. Festeggiare il 25 marzo a Villanova di Castenaso, tra bambini che recitano poesie in greco e tavole imbandite di baccalà, non è solo un atto di memoria. È la dimostrazione che l’ellenismo non è un reperto da museo, ma una forma di vita.
Viva la Grecia.

