Un passo che accresce il peso geopolitico della Grecia, non solo nel Mediterraneo. Il recente accordo tra lo Stato greco e la joint venture Chevron-Helleniq Energy prevede la concessione di diritti esclusivi di esplorazione e sfruttamento di idrocarburi nelle aree marine a sud del Peloponneso e di Creta.
Si tratta di una notizia che, assieme alla prima perforazione esplorativa nel lotto offshore “Blocco 2” nel Mar Ionio prevista per l’inizio del 2027, si inserisce nel solco dei traguardi energetici e politici della Grecia. Da 40 anni si discute di giacimenti presenti in Grecia, “oggi siamo in presenza di una ripartenza sostanziale”, ha osservato il premier Kyriakos Mitsotakis, aggiungendo: “Dopo la ratifica degli accordi da parte del Parlamento, inizieranno i programmi di ricerca e, entro la fine dell’anno, sono previste le prime indagini sismiche nelle nuove aree. Con i quattro nuovi contratti di concessione, lo Stato greco si assicura circa il 40% dei profitti in caso di scoperta e sfruttamento di potenziali giacimenti, senza richiedere l’impiego di fondi statali per questi investimenti ad alto rischio.”
Secondo il premier con questi accordi la Grecia sta rafforzando la propria autonomia e sicurezza energetica, creando un terreno fertile per nuovi investimenti e nuovi posti di lavoro competitivi, nonché aumentando significativamente le entrate pubbliche: “La nostra politica energetica investe nella diversificazione delle fonti energetiche e nello sfruttamento dei nostri vantaggi nazionali, in modo da non dipendere dalle costose importazioni di energia. Negli ultimi 6 anni e mezzo, abbiamo letteralmente fatto un balzo in avanti nelle fonti rinnovabili: il 50% dell’energia prodotta proviene da fonti rinnovabili. Siamo già un Paese esportatore di energia e, allo stesso tempo, stiamo finalmente sfruttando attivamente i potenziali giacimenti di gas naturale nell’ambito di alleanze strategicamente importanti che evidenziano la nostra posizione geopolitica nella regione più ampia, garantendo al contempo la nostra sicurezza da coloro che mettono in discussione i nostri diritti sovrani”, ha concluso.