Fonte: Il Giornale del 03/03/2022

Chiude il Bosforo e apre (definitivamente?) alla Nato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan che, in questa guerra, è in una posizione scomoda. Da un lato dice sì ai desiderata atlantisti sulla Convenzione di Montreux, dall’altro però non prevede di attuare le sanzioni contro Mosca. Se da un punto di vista militare, ma anche commerciale, prosegue nella fornitura di mezzi Uav a Kiev, come assicurato dal ministro della Difesa ucraino Oleksii Reznikov (“sono in arrivo altri droni turchi”), è nelle nuove politiche delle ultime ore che si caratterizza per una sterzata: in occasione della sua visita in Kosovo ha chiesto un rafforzamento dell’azione della Nato, confermando l’esigenza di rispettare l’integrità territoriale ucraina. 

Una svolta dopo i numerosi tentennamenti che gli avevano fatto allacciare importanti partnership finanziarie con Mosca, in considerazione della grave recessione di cui è preda la Turchia dopo il crollo ripetuto della lira. In sostanza la Russia voleva portare più navi da guerra attraverso lo stretto turco nel Mar Nero, quattro delle sue fregate tra il 27 e il 28 febbraio, ma il governo di Ankara ha gentilmente respinto la richiesta, per bocca del ministro degli Esteri Mevlut Çavuşoğlu.

Da Washington e Berlino ecco il pollice in su per la decisione turca. Berlino sottolinea il ruolo turco di custode della Convenzione di Montreux che regola il passaggio attraverso il Bosforo e lo Stretto dei Dardanelli, anche in tempo di guerra, come twittato dal ministero degli Esteri tedesco guidato dalla Verde Annalena Berbock. “Grazie per aver assicurato la sua continua applicazione”. Erdogan però ha aggiunto che “non rinunceremo né alla Russia né all’Ucraina”, lanciando un’altra dichiarazione fumosa in un momento in cui vorrebbe essere il negoziatore tra Kiev e Mosca. 

La Russia da sola ha rappresentato il 62% delle 214 traversate di navi della marina registrate nel 2019 nello stretto, mentre gli Stati Uniti il secondo più grande utente militare con il 10%. 

La Convenzione di Montreux risale al 1936 e conferisce alla Turchia l’autorità di limitare il passaggio delle navi militari attraverso lo stretto turco in tempo di guerra. Ma le navi da guerra russe che fanno ritorno al loro porto di origine saranno esentate da tali restrizioni. In base alla Convenzione la Turchia, che è membro della NATO, ha il controllo del Bosforo e dello stretto dei Dardanelli, che collegano il Mediterraneo e il Mar Nero. Con questo stop si crea di fatto un grande lago salato senza via di uscita. Il blocco vale anche per tutte le altre navi militari non russe. 

@FDepalo

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