C’è un pezzo di Grecia nel continente che toglie il fiato, che ha il potere di riconciliare uomo e terra, mente e corpo, braccia e mare. Il Pillio è una protuberanza, magicamente posizionata dalla natura come il tentacolo di un polpo, a est della bella Volos. Verde e blu si incontrano, si toccano e si abbracciano in questo spicchio di Ellade che diede i natali al famoso Centauro.
Non è solo uno spaccato geografico dove convivono montagna e acque cristalline, ma un luogo diverso, dove il viaggiatore in cerca di “altro” non troverà (per fortuna) né influencer né grandi marchi. Ma solo quella cosa che chi viene in Grecia non solo insegue, ma brama con tutte le sue forze. Quello spirito di leggerezza che fa percorrere chilometri e chilometri alla ricerca del pan, quella voglia di andare oltre una duna o un’ennesima curva a gomito per scoprire una caletta inesplorata, uno scoglio dal sapore omerico, un volto amico (come Ioannis) che ti saluta e offre un sorriso e un caffè.
Il Pillio è storia, cultura, serenità, armonia. Ha tutto ciò che si trova in un’isola, ovvero semplicità, distacco dalla routine, mare cristallino, e in più può giocare la carta della diversità. Le strade che portano da Volos a Portaria, e oltre fino a Milies, Tsagarada, Choreftò, si mescolano come una ragnatela carsica, che sfocia nell’Egeo. E che Egeo.
Dal lato voliotico si passa dalle spiaggette di Bouffa e Lefokastro, fino alla punta del monastero di Profiti Ilias: campeggiatori, porticcioli con psarotaverne, ulivi che bagnano l’acqua. Il pesce non è fresco, di più. Dal lato orientale non ci sono solo Agios Ioannis o la nota Milopotamos, ma anche un angolo di paradiso: Potistikà. Occorre circa un’ora da Volos per raggiungerla, ma ne varrebbe la pena anche se servirebbero due giorni di viaggio.
Ad accoglierci una vera e propria agorà di sabbia: una gigantesca piazza tonda che inizia dalla strada e finisce in mare, lambendo due rocce piazzate nel ben mezzo di acque molto movimentate. Le correnti sono qui le vere padrone di casa, brave ad alternare piccole e inoffesive onde a vere e proprie mareggiate dal carattere odisseico. Infatti non si vedono barche all’orizzonte, ma solo pesci che saltellano e nuotatori ammaliati da tanta bellezza.
Tre le spiagge di Potistikà, intervallate da faraglioni che sono guardiani di questo eden, perché guidano l’uomo in tre ambienti diversi di questa località unica, dove la natura e la forza del mare si sono divertiti a scolpire pietre dalle forme particolarissime. Ce ne sono a forma di cuore, a forma di pesce e perfino di pinna di squalo.
Quando a Potistikà il sole tramonta, e il carro di Apollo se lo porta via, nessuno vuole lasciare la spiaggia. Lo si vede dai volti dei viaggiatori, che provano a succhiare un’ultima goccia di paradiso: un bagno al far della sera, un ouzaki per salutare questa manifestazione di estrema bellezza.
E’ sera, è ora di cena. Da Potistikà le curve del ritorno ci portano di nuovo nel golfo Pegaseo. Ad attenderci ancora Ioannis, nella caletta di Bouffa. Un desco sul prato, un piatto di taramà, gamberi e vino bianco. Ma soprattutto il calore di un volto amico. Dal Pillio un segnale di armonia, dal Pillio una Grecia ancora più magica.