Niente nostalgismo o passatismo per la Prima Repubblica, ma la politica di oggi deve cambiare e recuperare competenza e serietà. Questo uno degli aspetti emersi durante la presentazione romana, presso l’Associazione della Stampa Estera, del libro ‘L’Italia dei giganti’, di Georgios Labrinopoulos, curato da Francesco De Palo (Pegasus Ed.) che raccoglie interviste a personaggi che hanno fatto la storia d’Italia, come Giulio Andreotti, Bettino Craxi, Francesco Cossiga, Sandro Pertini oltre ad una conversazione con San Giovanni Paolo II.

All’evento di ieri, oltre agli autori, sono intervenuti la senatrice Stefani Craxi ed il senatore Gaetano Quagliariello, moderati dalla giornalisti Lisa Bernardini.

“Oggi le classi dirigenti sono rotolate verso il baratro – ha osservato la senatrice Craxi – abbiamo governi di minornza, mentre nella Prima Repubblica ne avevano di maggioranza, tanto in Parlamento quanto nel Paese. Dovremmo smetterla di occuparci di scontrini e rimborsi, per tornare alla politica, quella che mio padre non avrebbe fatto incancrenire in questo modo. Ecco perché serve una visione della società che non può assolutamente mancare”. 

“Bisogna evitare che la fine delle ideologie porti con sé anche la fine delle idee e delle comunità politiche. Per questo bisogna riaffermare con i fatti che la politica è passione, competenza, studio – ha precisato Gaetano Quagliariello, presidente della fondazione Magna Carta e senatore di ‘Italia al Centro’ – Senza luoghi di formazione, e con l’elevazione dell’incompetenza quasi a requisito preferenziale la politica è diventata debolissima, legata solo all’emersione di pochi leader la cui parabola dura lo spazio fra una crisi e un’altra, perché poi quando la crisi si fa pesante questa debolezza strutturale si manifesta ed emergono i tecnici. Bisogna cercare di invertire la rotta. I partiti di una volta non possono rinascere, le ideologie non ci sono più ma la politica – ha concluso – non deve limitarsi a gestire l’esistente: deve creare il possibile, senza promettere l’impossibile”.

Secondo il curatore del volume, Francesco De Palo, questo libro non vuole essere un apporto nostalgico per incensare la politica di ieri, ma uno stimolo a quella di oggi e di domani: “Mi sento particolaramente onorato nell’aver avuto la fortuna di sbobinare ore e ore di conversazione dell’autore con giganti della politica mondiale, come Andreotti, Craxi, Cossiga e Pertini oltre che di un leader spirituale totale come San Giovanni Paolo II: sono questi gli aspetti più esaltanti della professione giornalistica. Ed è proprio alla luce di quelle testimonianze e della densità assoluta di questi personaggi, che non si può non aprire una riflessione su quale sia la cifra della politica italiana, orfana di scuole preziose come Piazza del Gesù, Botteghe Oscure o via della Scrofa e troppo spesso caratterizzata da proposte buone per i social e ma non da strategie di lungo respiro. Ecco il recupero del passato: progettare politiche mirate al bene comune, ma attuate da chi deve prepararsi al meglio per tale impegno. La stagione dell’uomo qualunque non deve ripetersi”. 

@mondogreco

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