Pronti, via. Dopo l’attacco russo in Ucraina il prezzo dell’elettricità alla borsa greca dell’energia è salito a 235,5 euro per megawattora, ovvero un balzo del 34,1%. Altrettanto preoccupante è l’aumento del gas naturale, salito a più 41% nella piattaforma TTF dei Paesi Bassi a 126 euro al megawattora. Il governo di Atene teme i riverberi che ci saranno su cittadini e imprese. 

Il Comitato per la gestione della crisi del ministro dell’Ambiente e dell’Energia terrà una riunione straordinaria alla presenza del Segretario Generale dell’Energia e delle Risorse Minerarie Alexandra Sdoukou, del Presidente dell’Energy Regulatory Authority Athanasios Dagoumas, del Presidente e CEO di PPC George Stassis. L’obiettivo è trovare soluzioni nel brevissimo periodo per evitare un tracollo alla voce bollette.

La Grecia ha inoltre chiesto all’Ue una risposta europea comune per attutire gli effetti della crisi ucraina nel settore energetico. La proposta greca prevede un fondo a livello centrale che fornirà risorse aggiuntive agli Stati membri con l’obiettivo di sostenere in particolare le piccole e medie imprese. Secondo il ministro dell’Energia Kostas Skrekas la Grecia continuerà a utilizzare i proventi delle aste degli inquinanti e le eccedenze di ELAPE, per calmierare agli aumenti: “Ci impegniamo a utilizzare l’ultimo euro disponibile per sostenere famiglie e imprese”, ha affermato.

@mondogreco

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